Oggi prendiamo in considerazione un vitigno che purtroppo non sta ottenendo il successo che merita. Stiamo parlando del pinot bianco, cugino “nobile” del pinot grigio.
ll Gavi 2024 si allinea su quella che è la media nazionale, almeno fino al momento in cui lo stesso Gavi non rimane qualche anno in bottiglia, diciamo come minimo almeno 3-4. Poi la situazione cambia, quasi sempre in positivo.
Quest’anno per quanto riguarda i vitigni definiti internazionali e coltivati in Alto Adige, Trentino e Friuli Venezia Giulia, abbiamo pensato di presentare i risultati in parallelo, in modo da permettere ai nostri lettori di avere un panorama più ampio.
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Iniziamo con il sauvignon a parlare “in parallelo” dei risultati di tre regioni bianchiste (una regione e due province per precisione) del nord-est d’Italia, cioè Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige.
I 2024 degustati in diversi casi hanno mostrato un corpo non certo possente ma comunque una freschezza e una struttura che li colloca nella parte alta tra tutti i bianchi degustati fino ad oggi.
Piogge nei momenti sbagliati, vicino alla vendemmia, hanno portato a vini che potrebbero dare maggiori soddisfazioni nel prossimo autunno che non in estate.
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