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I Nostri Profili
Carlo Macchi

Nato a Firenze, nonostante il parere negativo della cittadinanza tutta, si è laureato in Filosofia (una laurea non si nega a nessuno) presso L'Università di quella povera città che aveva dovuto subirne anche la nascita. Dopo essersi dedicato con alterne fortune alla caccia del tricheco in amore alle foci dell'Orinoco ha pensato bene di cambiare mestiere, entrando nel campo (appena seminato) dell'enogastronomia nell'anno di grazia 1988. Ha collaborato e/o collabora con molte importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c'è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Purtroppo ha voluto far parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto un libro o non ha creato una nuova guida sui vini. E' anche andato oltre ed è stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo che è divenuta sicuramente la causa scatenante del fallimento di una nota rete nazionale. Visto che riconosce lui stesso di non capire assolutamente niente di vino è stato vivamente consigliato di seguire qualche corso. Per questo ha partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo e sta frequentando, in maniera molto slow, il corso di Master of Wine, da cui spera di uscire vincitore nell'arco di qualche decennio. Giusto il tempo che ci metterà la sua amata Inter a vincere la champions. E' sposato con una santa donna ed ha due figli meravigliosi, unici, eccezionali.

Alessandro Bosticco

Ufficialmente un degustatore di vino ed extravergine (ma non in contemporanea), in realtà ama assaggiare di tutto, insomma di quelli che prima di bollire l'acqua per il thè pretendono di farne una valutazione organolettica. È attratto per carattere da stranezze e peculiarità, per cui davanti a una carta con decine di ottimi Barolo c'è da scommettere che ordina il Ruchè vendemmia tardiva maturato in botti di acacia. Ha girato per le vigne del mondo, è vero, ma in Napa Valley è capace di visitare innanzi tutto la microbirreria, o nella Rioja il selezionatore di caffè. Il suo lavoro principale è di fatto il comunicatore: usa la lingua parlata più di quella scritta, rivolgendosi agli studenti dell'Istituto Alberghiero o dell' Università di Scienze Gastronomiche, così come agli enoturisti stranieri in giro per la Toscana. Fa un uso disinvolto della lingua inglese, ammettendo tuttavia di comprenderla poco.

Bruno Caverni

Dietro un lavoro di facciata che comunque gli porta via molto tempo, nasconde la sua vera passione, il vino. Oramai purtroppo questa sua seconda vita è di pubblico dominio, prima a causa del Macchi (che lo ha coinvolto in tutte le sue folli iniziative, di cui Winesurf è solo l’ultima in ordine di tempo) poi dell’ASssociazione Italiana Sommelier che ha pensato bene di eleggerlo responsabile della delegazione di Prato. Il peggio per lui verrà comunque tra molti anni quando, andando in pensione, potrà dedicarsi al vino (Winesurf, AIS, etc) a tempo pieno. Quelli saranno gli anni in cui (vecchiaia permettendo) lavorerà davvero., Parla disinvoltamente i 12 dialetti di Prato.

Roberto De Viti

Convinto sostenitore dell’importanza del corteggiamento e dei preliminari, è riuscito a dare diciotto esami (tutti brillantemente superati) in tre facoltà diverse di tre diverse città, arrendendosi  infine al temperamento nomade che lo porta tutt’ora a cambiare lavoro con insolita frequenza. Attualmente si occupa di marketing turistico/territoriale e in cosa consista codesto lavoro non è facile da dire, visto che non riesce a spiegarlo nemmeno ai due figli (ai quali comunque non manca pane e iPhone). Prima di aver avuto una crisi di coscienza sul termine “sano volontariato” è stato molto attivo con Slow Food. Guidaiolo Espresso (per vanità come l’amico e collega Porcelli) ha iniziato però nel Gambero Rosso ai tempi di “Everybody Hurts” dei R.E.M., una vita fa. Il ritorno di fiamma nei confronti del vino e del suo mondo, dopo un disamoramento condito da frequenti nausee, è tutto merito dell’allegra “Macchi’s Band”: serissimi appassionati e degustatori che sembrano aver perso il vizio di roteare il balloon dimenticando di aver riempito il bicchiere con l’acqua del rubinetto.

Davide Ferrarese

Nato nel 1973 e Tecnico agronomo, per passione e per necessità (di vivere).
Cerco di lavorare in quel di Gavi, dove abito e consiglio come coltivare la vite.
Lavoro per conto di diverse aziende della zona, e con alcuni enti per la tutela e la promozione del territorio.
Mi sento molto legato al territorio, al valore umano della Terra delle persone che vi lavorano e di quello che fanno.
Purtroppo anch’io ho fatto un errore: ho seguito il consiglio di una carissima (ex) amica ed ho cosi incontrato Carlo Macchi, che non ha perso tempo nel coinvolgermi in quello che è diventato il mio incubo mensile. Per fortuna mi passa tutto quando bevo un bel calice di Gavi, vecchio almeno tre anni.
Ho due figli incantevoli, Michela e Filippo a cui dedico tutta la mia passione di vivere.

Giampietro Ferri

Alla tenera età di 15 giorni, per il mio battesimo, il primo vino che assaggiai fu uno Chateau d'Yquen del 1967. Era il lontano 1969.
Il primo giorno di scuola per brindare alla mia futura scolarizzazione si festeggiò con Dom Perignon 1964 talmente buono che alla prima interrogazione presi 20 ( all'epoca il massimo era 10)
Il giorno della Prima Comunione si stappò Brunello di Montalcino 1970 Biondi Santi. Ovviamente si invitò anche il prete: in un colpo solo mi concesse anche la Cresima.
Dimenticavo, essendo nato in una famiglia di operatori agricoli, a tavola non mancavano mai gli agnoli in brodo di gallina ed il lambrusco mantovano.
Durante gli anni della scuola alberghiera cercai di approfondire le conoscenze tecniche, facendo periodicamente verticali di Barolo Monfortino, Bordeaux Grand Cru come Margaux, Latour , vari borgogna della Romanèe Conti. e solo grandi annate di Amarone Quintarelli
Terminata con fatica ma con successo la scuola iniziai il lavoro vero e dato che fino ad allora avevo capito poco o nulla cercai di ampliare le mie conoscenze assaggiando grandi riesling di Egon Muller e grandi Vintage Porto di Quinta do Noval .
Il giorno del mio matrimonio (errare umanum est) si bevve solo Krug Clos de Mesnil e Montrachet di Ramonet.
Come si nota ho avuto una vita molto difficile e sofferta ma ora con Winesurf avrò l'occasione per migliorami.
(n.d.r. nella foto Giampietro è con la moglie Fabiana, che per fortuna sua e soprattutto nostra cucina per lui e per noi al Ristorante “Da Pietro” a Castiglione delle Stiviere)

Giampaolo Giacomelli

Al momento della "scelta" ho deciso di seguire la passione per le cose buone anzi che il comodo lavoro dietro una scrivania... Così la "scelta" mi ha portato a Londra a frequentare i corsi per Master of Wine (ho finito tempo e soldi prima di arrivare all'esame), ad aprire un wine bar per 10 anni, e adesso una enoteca da cinque anni dove non ci sono mai: viaggio e assaggio. Mi definisco un Winerider: faccio scorribande sui vini assaggiando tutto quello che posso, alla ricerca...del mio vino perfetto. Assaggiando ho collaborato, come responsabile regionale, ai primi 3 anni della guida dell'Espresso di Alessandro Masnaghetti, poi ai primi 3 anni della guida Vinibuonid'Italia di Carlo Macchi. Adesso 3 anni... Nato a Lerici, 11-01.1965 Vivo a Castelnuovo Magra

Maddalena Mazzeschi

A 6 anni scopre di avere un certo interesse per il vino scolando i bicchieri sul tavolo prima di lavarli. A 13 decide che diventare un Perito Agrario l'avrebbe aiutata a capire come mai il padre riuscisse a produrre un vino tanto cattivo pur avendo a disposizione un bel vigneto. Il diploma non l'ha aiutata a svelare il mistero, ma i 6 anni da dipendente al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano l'hanno invece messa sulla buona strada della comprensione di come si fa a fare un vino buono ed uno cattivo. Scopre la sua vera vocazione quando, nel 1991, intraprende la libera professione in qualità di esperto di marketing e pubbliche relazioni. Non si sa bene se il miracolo sia stato farsi venire l'idea (quelli erano tempi bui per il marketing e le PR del vino!) oppure riuscire da subito a convincere qualche produttore ad assumerla! Afferma che il successo in campo professionale sia dovuto alle sue competenze tecniche, alla lunga memoria storica ed alle molteplici esperienze accumulate in più di 20 anni di lavoro in giro per Italia. I maligni invece sono convinti che, nella migliore tradizione di molte affermate PR sia tutto merito del marito!

Per Wine Surf si occupa dell'ambito della comunicazione affermando che si tratta di una delle sfide più difficili che abbia mai affrontato. A chi non dovesse essere d'accordo domanda candidamente: "Ma tu hai idea di cosa voglia dire occuparsi dell'immagine di Carlo Macchi & Company??". Come darle torto?

Simona Migliore

Siciliana DOC…nasce a Vittoria, patria del famoso Cerasuolo. Si iscrive per sbaglio alla facoltà di Giurisprudenza, si accorge immediatamente di aver preso una cantonata, ma decide comunque di terminare l’anno accademico…dopo questo la svolta. Si iscrive a Catania alla facoltà di Lettere moderne e nel frattempo decide di inebriarsi dei profumi delle vendemmie lavorando come segretaria/collaboratrice/standista presso un’azienda vitivinicola siciliana. E’ talmente inebriata che non riesce a concludere il percorso universitario e l’amore e la curiosità per il vino crescono al punto tale da spingerla a lasciare la Sicilia, che piange (non si capisce se per disperazione o felicità). Frequenta il mondo AIS, ma alcune vicissitudini non proprio positive la spingono a cercare oltre. Frequenta l’Onav, si innamora dei principi e dei metodi e decide di sposarne la causa. Si diletta a “parlar scrivendo” bene e male dei ristoranti, delle pizzerie che incontra nei suoi viaggi enogastronomici. Naturalmente beve e mangia per lavoro, per cosa altrimenti? Qualcuno deve pur farlo. Dimenticavo…nel frattempo è riuscita a laurearsi in Lettere moderne presso l’Università di Udine con una tesi sull’azienda friulana “Conte D’Attimis Maniago”. Dopo anni di fatiche spese a ber…ehm ad imparare degustando, viene finalmente recuperata da un gruppo di matti riconosciuti come quelli di Winesurf. Non ha ancora ben capito come uscirà da quest’esperienza, i presupposti sembrano buoni…e sembra che anche qui si continui a ber…ehm…degustare….ma sempre per lavoro.

Pasquale Porcelli

Quasi sessant'anni, si occupa di cibo da quando è nato per nutrirsi e di vino da quando ha capito che è meglio dell'acqua., Si è formato bevendo e mangiando in giro per l'Italia e per il mondo, formazione faticosa, dispendiosa e soprattutto continua. Nei ritagli di tempo: lavora non potendone fare a meno per continuare a formarsi. E'guidaiolo per vanità : Guida dei ristoranti dell'Espresso, Guida delle Osterie, Guida al Vino Quotidiano, Guida Vini Buoni d'Italia, Guida agli oli extravergini, ecc. Attualmente impegnato a dimostrare a se stesso e se ci riesce anche ad altri che si può scrivere di vino e cibo senza rompere le scatole e senza prendersi sul serio, nel contempo vive.

Giovanni Solaroli

Potrei presentarmi con frasi banali del tipo: “Per il vino ho un’autentica passione…” oppure “ Mi sono avvicinato al vino per caso…” o, peggio ancora, “ Mio padre aveva una vigna, e quindi…”, ma non lo farò. Ecco la verità, molto meno romanzata: spirito di contraddizione. A mio fratello, il sangue del mio sangue, piaceva un certo vino sfuso che a me, invece (allora quasi astemio) procurava forti bruciori ed animava infinite discussioni a tavola da cui, in quanto semi astemio, ero escluso. Per dimostrargli che “quelo” non era vino, gli portai un vino imbottigliato. Si appassionò alla nuova bevanda. Io no, ma lo assaggiai e da allora bere mi piace. Non basta? Pazienza. Ora che sono “lavorativamente obsoleto” ed in mobilità permanente a intero carico della previdenza pubblica mi sono prefisso un obiettivo. Guadagnare dal mondo del vino, entro i prossimi 13 anni, anche un solo ghello* , per ripagarmi, almeno in parte, dalle migliaia di euro spesi per appagare la mia inestinguibile sete. *Il ghello è un’arcaica unità di conto in vigore in Romagna dai tempi di Stefano Pelloni, oggi corrisponde più o meno ad un tot.

Andrea Sturniolo

Anche con il metabolismo ormai in fase di rallentamento, gli amici preferiscono comunque comprargli un vestito che offrirgli una cena. Curatore di varie rubriche a carattere enogastronomico sia in Italia che all'estero, ha contribuito nel 2002 all'apertura dell'International Wine Academy of Roma: se non portava la chiave lui, non se ne sarebbe fatto niente. Giudice in concorsi internazionali, ha frequentato i corsi del WSET a Londra, dove ha anche contribuito alla creazione della delegazione locale dell'AIS. Sul vino ha gusti molto precisi, infatti per sua stessa ammissione riesce solo a bere quello bianco, rosso e rosato.

Pierlorenzo Tasselli

Questo nostro collaboratore è un rigoroso tutore della privacy, per cui , quando si vorrebbe stendere un suo profilo, smette di collaborare e diviene estremamente reticente., Messo alle strette, ammette di avere un passato, sul quale preferisce stendere un velo. Confessa di aver vissuto., Ha dedicato gran parte della sua attività alla causa del progresso e della liberazione umana. Di conseguenza, attualmente, si trova a disporre di molto tempo libero., Il fatto che il Mondo abbia preso una strada sbagliata, lo induce a una tenace resistenza contro il nuovo che avanza, una ferma opposizione contro ogni forma di modernità., Dal punto dei vista professionale, tenta di insegnare la Fisica a un centinaio di studenti dell’ Università di Firenze, con esiti sconfortanti., Questo percorso di vita ha fatto aumentare il suo interesse per il vino., Sul vino, le sue lusinghe e i suoi inganni , nel corso del tempo, ha accumulato una notevole esperienza pratica, non sorretta da una adeguata formazione tecnica . Per fortuna è consapevole dei suoi limiti e non strafà .





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