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VINtervista

07/02/2016
Ernesto Gentili: ringrazio comunque l’Espresso, anche se…
ingrandisci ernesto_gentili.jpg
Dopo la notizia dell’azzeramento della redazione guida vini da parte del gruppo Espresso abbiamo telefonato ad Ernesto Gentili, ex-curatore della guida assieme a Fabio Rizzari, per sapere da lui come sono andate veramente le cose.
 
 
Buongiorno Ernesto. Dicci subito una cosa, te l’aspettavi?
 
Prima di parlare di aspettative vorrei fare un piccolo passo indietro: abbiamo fatto 13 edizioni della guida, prima con un contratto triennale e poi rinnovato ogni anno per 10 volte. Questo vuol dire che c’era un rapporto di fiducia e questo rapporto comprendeva anche la piena libertà di espressione. Detto questo, la diminuzione del numero di pagine dell’ultima edizione non era certo un segnale confortante e poi  a gennaio mi è arrivata la telefonata di Vizzari…
 
Che ti convocava a Roma per una riunione?
 
Assolutamente no, mi diceva solamente che la direzione dell’Espresso aveva deciso di cercare altre strade relative al settore vino. Anche se aggiungeva che potevamo fare delle proposte, ho capito che questo rapporto durato 13 anni stava per finire.
 
Ma poi vi hanno convocato ufficialmente?
 
Ti ripeto che l’unica comunicazione (anche difficile perché la linea era disturbata) è stata quella telefonata.  Poi non ho e non abbiamo saputo più niente. Del resto non mi risulta che abbiano fatto un comunicato ufficiale, ma la notizia sia stata data “ufficialmente” da Luciano Pignataro. A questo proposito: prima ho parlato di un buon rapporto con l’Espresso per 13 anni, di una fiducia data e ricambiata, proprio per questo mi sento di dire che potevano chiudere la cosa in maniera più elegante e… mi fermo qui.
 
Ma durante quella famosa telefonata Vizzari come ha motivato la scelta?
 
guida_espresso.gifNon l’ha motivata, ha detto solo che era una scelta della direzione editoriale.
 
Si dice che la scelta sia stata motivata dalle scarse vendite. Cosa hai da dire in merito?
 
Considera che nel 2007 la guida vendeva circa 35.000 copie. Prima con Velenitaly, che ci ha dato una grossa botta e poi con la naturale diminuzione che ha colpito tutte le altre guide cartacee e l’editoria in genere, queste cifre si sono molto ridimensionate, come del resto si sono ristrette anche le vendite della guida Espresso dei ristoranti.  Occorre dire che la forza commerciale dell’Espresso non è mai stata usata a vantaggio della guida vini. Anche se sono due canali importanti, la guida usciva solo in edicola e in libreria, non prendendo mai in considerazione gli altri tipi di vendite, che alla fine sono quelle che fanno guadagnare un editore.
 
Tipo?
 
A parte le vendite tipo, appunto, “guida ristoranti”,  fatte a grossi gruppi farmaceutici o ad altre importanti aziende, non esisteva nessuno in Espresso che proponesse l’acquisto alle aziende vinicole in guida. Tutte le guide puntano molto su questo settore, e anche nel nostro caso poteva portare a grossi numeri. Invece noi cosa si faceva? Alla premiazione  se ne regalava una copia ad ogni produttore e a posto così! Ti rendi conto di quante copie stiamo parlando in 13 anni? Per la guida ristoranti non si lavorava e non si lavora così, anzi, se ci fai caso, tante aziende vinicole sponsorizzano i premi ai migliori ristoranti…Purtroppo la guida vini è sempre stata considerata la cenerentola del gruppo, magari utile in funzione guida ristoranti e noi come redazione potevamo fare ben poco, perché il nostro ruolo era quello di fare bene la guida, non di venderla.
 
Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa?
 
Dal punto di vista redazionale ben poco perché il nostro lavoro l’abbiamo sempre fatto bene. Cercherei di far cambiare le cose dal punto di vista commerciale, come detto prima. Magari farei inserire nel contratto l’impegno ad una edizione in inglese, che era stata promessa più volte ma non è mai arrivata.
In questi giorni ho letto un cumulo di menzogne, come quella di avere "una linea editoriale esclusivista che ha lasciato fuori tanti protagonisti del vino italiano”. Se mai è stato proprio il contrario: abbiamo avuto il merito di far emergere una moltitudine di produttori, nuovi e di lungo corso, mai presi in considerazione dalla critica al tempo dominante e allineata, immediatamente pronta però a mutare apparentemente forma per rivendere come proprie queste scoperte. I protagonisti che abbiamo lasciato fuori sono quelli “Se non mi premi non ti do più il vino” o quelli abituati a contrattare le valutazioni dei propri vini. Se il nostro esclusivismo è questo, allora siamo fieri di essere “esclusivi”.

 
Come vedi il futuro delle guide cartacee sui vini?
 
ingrandisci presentazione-guide.jpgAnche se il cartaceo ha indubbiamente perso appeal, con alcuni aggiustamenti, tipo la traduzione  in inglese o in giapponese  per il grande mercato internazionale, non vedo un futuro buio. Vedo più buio per le guide dei ristoranti, che alla fine risultano molto più ingessate e costose.
Del resto anche sul web non si riesce ancora a vedere quegli investimenti che possano far pensare ad una guida di nascere e farsi conoscere. Anche sul web, per fare una guida bisogna pagare i redattori e non mi sembra che  succeda spesso. (in effetti tutti i redattori di Winesurf, anche se assaggiano circa 8.000 vini l’anno, sono volontari. n.d.r.).
 
A parte le guide, cosa pensate o cosa pensi di fare adesso?
 
Idee e proposte ne abbiamo diverse e ora le vaglieremo, anche riguardanti il web. Per quanto mi riguarda invece uscirà a breve un mio libro sui vini toscani (versione inglese inclusa) e ne ho in ponte altri.
 
Quindi non escludi una nuova guida.
 
Non la escludo anche se mi sembra che il panorama guide sia piuttosto… saturo.
 
 
 
 
 
 
Foto Ernesto Gentili di Villa Petriolo che ringraziamo

 
Autore: Carlo Macchi
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Commenti presenti: 7
Mario Crosta
inserito il 07/02/2016

"abbiamo avuto il merito di far emergere una moltitudine di produttori, nuovi e di lungo corso, mai presi in considerazione dalla critica al tempo dominante e allineata, immediatamente pronta però a mutare apparentemente forma per rivendere come proprie queste scoperte". Bravi. Grazie. In bocca al lupo!

Gianpaolo Giacomelli
inserito il 07/02/2016

Ciao Ernesto,. scusa ma tu un rapporto che ogni anno deve essere rinnovato con un contratto annuale lo definisci "fiducia"? io lo chiamo in un altro modo, non fosse altro che ogni anno prima di muovere una foglia dovevate aspettare questo benedetto rinnovo. Comunque noto che nulla è cambiato, tale era lo stile del gruppo ai tempi di Alessandro (Masnaghetti) quando abbiamo cominciato la guida, tale è rimasto lo stile dopo....un calcio nel culo e arrivederci!

Enzo Vizzari
inserito il 07/02/2016

Giacomelli sbaglia. Nessun calcio in culo a nessuno, normalissimi contratti di collaborazione con inizio e scadenza. Giacomelli può non ricordare (ma farebbe bene a informarsi) che fu Masnaghetti a rinunciare, dichiarando che il lavoro, come l'aveva impostato, era per lui troppo gravoso. Ripeto: informarsi prima di parlare sarebbe buona regola,

Luciano Pignataro
inserito il 07/02/2016

Una sola precisazione: parlare di linea eclusivista non è una menzogna ma una opinione. Potrei fare l'esempio si aziende non premiate che mandano comunque i vini alle guide ma mi fermo qui perché poi si entrerebbe troppo nella polemica spicciola. Poi una considerazione: in alcuni ambienti l'aver dato questa notizia viene vista come una colpa o un atteggiamento ostile e non aver fatto un semplice servizio per il lettore. Saputa la notizia e verificata cosa dovevo fare? Aspettare che qualcuno la pubblicasse? Per il resto in bocca a lupo a Ernesto che stimo moltissimo.

Mario Crosta
inserito il 07/02/2016

Luciano, dare la notizia dopo la necessaria verifica è un merito, non una colpa. Ti vogliamo bene perché lo fai sempre e non da ieri. Ci sono ben altri ambienti sospetti, nel mondo dei commentatori di vino, dove lo scopo di ogni articolo e post è proprio la "polemica spicciola" che si cerca, che si gonfia, come fanno i pavoni con la coda. Lo sanno tutti in quale covo si trovano, a sgomitare per autoreferenziarsi, bottegai digitali che si spacciano per il top dell'indipendenza di giudizio. Il bue che dà del cornuto all'asino. Lucianone, non ti curar di lor ma guarda e passa....

Gianpaolo Giacomelli
inserito il 07/02/2016

Caro Vizzari, posso ricordare che, in quanto collaboratore della prima guida vini non ebbi mai nessuna comunicazione da parte di nessuno del gruppo dirigente di allora?, certo non valevo probabilmente quanto gli altri, forse ero...e sono una figura di secondo piano, ma credo che in un gruppo si possa trovare la dignità di sentirsi un po' tutti uguali. inoltre non ho mai avuto nemmeno lo straccio di un invito (se non da me o Fernando o Massimo, sollecitato) alle presentazioni della guida vini di questo Espresso 2.0...ne uno straccio di Guida in omaggio per 13 anni di lavoro gratuito in Liguria come collaboratore logistico: in pratica gli assaggi liguri sono sempre stati fatti a casa mia da quando la guida è nata. Compito che ho svolto sempre molto volentieri per l'amicizia che mi lega ad alcuni del gruppo; molto, molto meno, per chi quel gruppo lo ha ogni anno fatto aspettare per una riconferma del contratto.

Enzo Vizzari
inserito il 08/02/2016

Gentili e Rizzari: evidentemente riservati (perché non facevano sapere dove e quando si svolgevano le degustazioni da loro organizzate in assoluta libertà) e scortesemente distratti (perché non comunicavano poi alle segreterie i nomi delle persone da invitare o cui mandare le Guide)...

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