Blog e giornali internet. Un’idea ed una proposta….da vecchio?

Proprio nei giorni in cui vengono presentate le guide cartacee si nota come il vero dibattito sul vino (e sul cibo…) non sia sui giornali ma su Internet. Fioccano commenti e controcommenti nei vari blog, mentre sui giornali solo i quotidiani riportano i soliti articoli che potrei definire di “Vernissage”.

Ma questa supremazia del web sulla carta non è un fuoco di paglia è una caratteristica che oramai da tempo contraddistingue il mondo del vino italiano. Affermazione grossa? Vediamo. Come potremmo definire l’appassionato medio di vino e gastronomia? Dai 30 ai 50 anni,spesso maschio (ma le donne ed i ragazzi sotto i trenta crescono a vista d’occhio) una discreta cultura, reddito da medio a medio-alto.  Se si lasciano da parte i giovanissimi questa definizione si attaglia perfettamente anche a colui che usa internet e frequenta la rete.

Non per niente i molti giornali, blog, diari sul vino hanno sempre più lettori ed assumono sempre più importanza. Se lasciamo da parte i nostri numeri , qualche migliaio di persone al giorno visitano, tanto per fare degli esempi  non per piaggeria, i blog dei miei “Amici IGP” Luciano Pignataro e Franco Ziliani nonché  Intravino di Morichetti e soci.
Potrei citarne molti altri ma non vorrei mettermi a fare elenchi lunghissimi. Quello che però caratterizza il mondo enogastronomico sul web è, facendo un esempio fluviale, essere solcato da molti torrenti che non confluiscono mai in un fiume.  Tutte questo fermento, queste idee, questi spunti spesso geniali rischiano così di rimanere confinati in un andamento torrentizio che in certi casi può essere anche tumultuoso ma che poi, se non sfocia nel grande fiume della comunicazione di massa, rischia di rimanere bloccato in se stesso.
Da qui la mia idea: ma dovrà essere sempre così? Non esisterà un modo che permetta ai molti torrenti (dai più grandi ai  più piccoli) di riunirsi a valle in un grande fiume di comunicazione? Non sarà possibile trovare una formula per permettere ai molti, piccoli “mille” di fare un grande milione, di finalmente far sentire la propria voce forte e chiara, molto più forte e chiara del sempre più asfittico settore cartaceo?

Detto questo devo subito ammettere che non ho proposte immediate da fare. Capisco che il mondo del web è personalistico per definizione, che simpatie ed antipatie create nel tempo non si superano facilmente., che molti preferiscono rimanere in un ambito “artigianale” più facilmente gestibile…però.

Però non vedo perché non ci si possa mettere davanti ad un tavolo per capire se  esiste il modo e la voglia di permettere al mondo enogastronomico sul web di contare veramente, di pesare per quello che è il suo peso reale e non rimanere sminuzzato e poco influente, anche dal punto di vista della raccolta pubblicitaria.
Un piccolo esempio che non vuole assolutamente rappresentare la strada da seguire è quello della rubrica “Garantito IGP” che, nata dall’amicizia con Franco e Luciano sta dando ottimi risultati.
Proprio Luciano e Franco sono stati i primi a cui ho presentato questa idea ed spero proprio che saranno i primi ad aderire.
Aderire a cosa?
Prima ho detto che non avevo proposte ma non sono stato del tutto sincero. Una proposta l’avrei ed semplicemente quella di riunirsi, di mettersi attorno ad un tavolo, di parlarsi per vedere se e come qualcosa può nascere. I responsabile dei maggiori blog e giornali on line, per due giorni, in una specie di conclave dove confrontarsi e capire se i torrenti, pur rimanendo tali, possono, a valle, riunirsi in un fiume.

Ovviamente ho già pensato ad una bella location e l’ospitalità sarebbe di alto livello.

A questo punto la parola spetta a voi (sperando che dal mio torrente la notizia arrivi…). Cari colleghi, fatemi sapere il vostro parere, datemi o meno la vostra disponibilità, fatemi capire se conviene partire per organizzare seriamente questo primo incontro oppure se è meglio restare ognuno a casa sua.

Il tema dell’incontro  è chiaro ma voglio ripeterlo: è possibile trovare un modo che permetta ai molti blog, giornali, siti, di “fare gruppo” (mantenendo le proprie individualità) e così far arrivare a milioni invece che a migliaia di persone le cose che abbiamo da dire?

Carlo Macchi

Sono entrato nel campo (appena seminato) dell’enogastronomia nell’anno di grazia 1987. Ho collaborato con le più importanti guide e riviste italiane del settore e, visto che non c’è limite al peggio, anche con qualcuna estera. Faccio parte di quel gruppo di italiani che non si sente realizzato se non ha scritto qualche libro o non ha creato una nuova guida sui vini. Purtroppo sono andato oltre, essendo stato tra i creatori di una trasmissione televisiva sul vino e sul cibo divenuta sicuramente la causa del fallimento di una nota rete nazionale. Riconosco di capire molto poco di vino, per questo ho partecipato a corsi e master ai quattro angoli del mondo tra cui quello per Master of Wine, naturalmente senza riuscire a superarlo. Winesurf è, da più di dieci anni, l’ultima spiaggia: dopo c’è solo Master Chef.


ARGOMENTI PRINCIPALI



  • Filippo Ronco

    Io Carlo un’idea ce l’avrei e l’avevo anche ventilata qualche tempo fa al gruppo di siti e blog che aderiscono al network VinoClic. Si potrebbe riprenderla e vedere tutti insieme come svilupparla.

    La mia idea era un grande giornale tipo “il post” che non privasse i singoli di proseguire le proprie individuali strade ma che nel contempo desse la possibilità  di far confluire solo il meglio in un unico spazio indipendente.

    Si può fare in due modi, anzi tre:

    a) come un aggregatore di qualità : contenuti già  pubblicati altrove ripubblicati sulla fonte aggregante con selezione massima dei contributi)

    b) una fonte nuova di contenuti originali, non duplicati altrove, creati appositamente per il giornale partecipato da tutti gli editori esistenti

    c) una forma ibrida, tipo “il post” che unisca contenuti originali creati appositamente per la fonte a contenuti ripresi altrove ma pur sempre selezionati.

    Io sono disponibile a dare tutto il supporto possibile.

    Ciao, Fil.

  • carlo macchi

    Grazie Filippo, sapevo che nel tuo caso sfondavo una porta aperta ma è bene sentirtelo confermare. Speriamo che molti altri siano d’accordo, almeno sul vedersi e parlarne.

  • Elisabetta

    L’idea è bella…in teoria. Nella pratica, i (pochi) tentativi fin qui attuati sono naufragati, oppure sono rimasti sulla carta. Perché è una specie di quadratura del cerchio, pretendere di conciliare l’irrimediabile individualismo dei wine blogger – che poi è anche una delle loro caratteristiche principali – con l’aspirazione a fare “qualcosa” insieme. Ci si scontrerebbe subito con visioni e condotte etiche assolutamente diverse, a volte inconciliabili. Non credo poi che sia questione di “mettersi insieme” per contare di più: l’autorevolezza non è una faccenda di numeri. Il fare lobby invece sà¬. E allora tutto dipende dall’obiettivo finale: si vuole (cercare di) essere più autorevoli o si vuole fare lobby?
    Ciò premesso, resto aperta a qualsivoglia proposta, perchè la curiosità  (del giornalista) è sempre viva e presente…

    Lizzy

  • carlo macchi

    La proposta è in realtà  quella di vedere se può nascere una proposta…., capire quanti torrenti possono pensare al fiume..

  • Silvana Biasutti

    Un commento da “non collega”, ma da una che condivide le istanze che stanno a monte di questo post.
    Incontro a parte (ma trovo che sia un’idea validissima); che ne dite di una specie di ‘Foglio del Meglio’ che esca una volta al mese con i temi più significativi?

  • Andrea Gori

    secondo me è fattibile anche se ci sarà  molto da discuterla. Intravino (che NON è di Morichetti) è un esempio di come in pochissimo tempo (un anno e mezzo) partire da zero e arrivare a migliaia di lettori e la leadership in Italia sul vino online.
    Un modello simile è secondo me estensibile e Post e Huffington Post sono i riferimenti.
    Anzi, il modello sarebbe Haidu.net a dirla tutta.
    Anche perchè un eventuale VinoBlogCollettivo dovrebbe per forza (come Vinix ad esempio) nascere fin dall’inizio bilingue che non servirebbe a niente far nascere un “coso” che viene letto e commentato sempre dai soliti italiani

  • carlo macchi

    Le tue proposte Andrea sono importanti. Ripeto che comunque non si tratterebbe adesso di fare proposte ma di essere disponibili a farle inuna specie di conclave. Mi sembra di capire che Intravino (che non è di Morichetti) possa essere disponibile all’incontro.

  • carlo macchi

    Bella idea con il rischio però di riportare solo notizie vecchie. Comunque ci si potrebbe lavorare sopra.

  • Roberto Giuliani

    Carlo,
    con me sfondi una porta aperta, io sono anni che lo dico e cerco di convincere molti, troppi “individualisti del web”. Il problema è proprio questo, ognuno vuole sentirsi protgonista, non a caso con gli anni sono diventati più quelli che scrivono di quelli che leggono.
    Però, Carlo, permettimi di dirti una cosa in tutta franchezza. Secondo te è possibile riunire professionisti seri in un unico importante obiettivo?
    Oggi c’è di tutto di più, chiunque basta che scrive è in qualche modo coinvolto alla stregua di chi lo fa da decenni. Per raggiungere un obiettivo serio, come immagino tu vorresti, ci vuole l’onere di saper scegliere le caratteristiche di ciascuno dei possibili aderenti all’iniziativa. Altrrimenti rischia di diventare un flop colossale.

  • carlo macchi

    E’ un tema indubbiamente scottante, perchè 50 o 100 voci possono creare scompiglio e confusione, oltre a difficoltà  logistiche.

  • Giuseppe Barretta

    … praticamente un aggrecatore.

  • Giuseppe Barretta

    ops.. scusate l’errore. aggregatore

  • Andrea Gori

    primo punto all’ordine del giorno quindi eleggere gli editor!
    già  vedo il caos…
    cmq, fantavino a parte, parlarne sarebbe già  bello in effetti e anche se non verrà  fuori LA soluzione, almeno si capirebbe cosa è fattibile e cosa no.
    Come esperienza ad Intravino vi riporto che non è facile armonizzare i vari contributi ed è sempre meglio , per rifarmi a quello che dice Giuliani, che a farlo sia una figura relativamente “nuova” o comunque al di sopra delle parti.

  • Athos CavoloVerde.it

    Ragazzi, se c’è una cosa che il web ci ha insegnato è che le opinioni non si riescono ad imbavagliare e sopratutto uniformare.
    Se qualcuno non fosse d’accordo con questo “mega-aggregatore-autorevole-autorizzato” verrebbe isolato dagli omologati?
    Non ne vedo proprio lo scopo.

  • carlo macchi

    L’idea di Andrea potrebbe essere studiata, per il resto nessuno vuole omologare e uniformare: la domada è “E’ possibile far conoscere a tutti quelli che seguono il web enogastronomico le idee di tutti?. Non si tratta di appiattire ma di amplificare.

  • raffaella

    io sono l’editore del giornale del garda, tabloid gratuito in distribuzione gratuita nelle edicole del garda da 18 anni: 30.000 copie al mese reali. dal 1995 abbiamo fatto e rifatto siti internet ora assolutamente in fase di restyling (www.dipende.it) e da 6 mesi stiamo sperimentando per realizzare una webtv (www.dipende.tv). sono certa che il futuro-presente sia l’web. se mi volete, io ci sto. non so in che termini… ma mi piace l’idea di carlo macchi.

  • Paolo Cianferoni

    L’anno scorso avevo proposto di invitare (quasi) tutti i conduttori di blog sul vino a Radda. Notte gratuita in hotel, cena conviviale e il giorno dopo un piccolo dibattito. Da cosa nasce cosa. Conoscersi e farsi conoscere. (Naturalmente mi hanno guardato come un pazzo…)

  • carlo macchi

    Indubbiamente un po’ pazzo lo sei per il semplice motivo che mi sento pazzo anch’io.

  • Franco Ziliani

    Carlo d’accordissimo sul proseguire e magari ampliare la formula di Garantito IGP, molto meno convinto su quello che proponi, una sorta di raduno, stati generali dei blog sul vino. La cosa m’interessa ben poco, non credo, avendo già  sperimentato che non funzionano, forme di aggregazione tra persone che restano molto diverse tra loro. Ed é bene che lo siano e mantengano la loro individualità 

  • Roberto Giuliani

    Franco non ha tutti i torti sulla questione individualismi e diversità . Ma il punto è trovare il modo affinché possano continuare tutti ad esprimersi liberamente in un contenitore più grande. L’unica cosa in più che può avere è una qualche forma di organizzazione e una presentazione (leggi aspetto esteriore ma anche di contenuti) logicamente più equilibrata.
    Il punto nodale, almeno a mio avviso, è dirigersi verso un discorso di vera professionalità  (quella che troppo spesso manca sul web e rappresenta un limite nei confronti del giornalismo “traditional”).
    Per dire, ci sono blog dove la fotografia è straordinaria, altri dove è solo un banale copia incolla di quello che offre il web, ci sono blog (o siti) dove il linguaggio è in iltaiano corretto e, soprattutto, non “parlato”, altri davvero imbarazzanti.
    Insomma, per me è un punto imprescindibile alzare il livello qualitativo, poi ognuno rimane individuo con le proprie libertà  d’espressione. Uniformare non fa parte del mio modo di vedere e, ne sono certo, neanche di Carlo.

  • carlo macchi

    La mia, vorrei ribadirlo un’altra volta, è una proposta che viene prima delle scelte pratiche. Per adesso, è solo una proposta di incontro per capire se e come (e chi) ci possano essere possibilità  per moltiplicare la nostra singola visibilità  sul web. i modi ed i tempi verrebbero solo, eventualmente, dopo. Vorrei anche ribadire che la mia idea non è quella di appiattire tutti ad un format.

  • Maddalena Mazzeschi

    Trovo quest’idea molto buona. Soprattutto perchè non prevede nè che tutti i siti, blog & affini confluiscano su un unico contenitore, nè mette in discussione lo stile di ognuno di essi che è in fin dei conti la loro ricchezza. A
    parte il fatto che incontrarsi e confrontarsi è sempre fonte di arricchimento reciproco (perlomeno per chi ha voglia di ascoltare e proporre), secondo me il fatto che si crei un’occasione per mettere in comune idee che aiutino ad amplificare la conoscenza di tutti coloro che fanno un lavoro serio sarebbe utile non solo per chi fa siti, blog & affini, ma soprattutto per chi li legge.

  • Max Cochetti

    Buona l’idea di Carlo, ma le difficoltà  ci sono eccome. Avendo collaborato alla progettazione di ilpost.it posso dirvi che il sistema funziona per due motivi:
    – estrema collaborazione di chi vi partecipa
    – Direttore editoriale (in questo caso il bravo Luca Sofri) che sovraintende il tutto, senza obbligare una linea editoriale dedicata, ma lasciando ampio spazio agli autori
    Se si riesce a coniugare le 2 cose si ha un buon/ottimo prodotto. Un semplice “aggregatore” non valorizza il contenuto, lo accumula e basta.
    Max

  • Giampiero alias Aristide

    Carlo, vedo solo ora il tuo post, di ritorno dalla conferenza europea dei wine blogger di Vienna.
    Una bella coincidenza con il tema e la proposta che hai lanciato.
    Io sono interessato a un incontro: dialogare è sempre una cosa positiva. Dobbiamo gestire l’inguaribile individualismo che finisce sempre per dividerci.
    Quindi, vediamoci e parliamone.

  • maurizio gily

    sono fuori tempo massimo lo so. La mia non è una risposta pertinente ma solo collegata. Con il rinnovo della piattaforma di Millevigne cambia anche la newsletter quindicinale. In questo ambito daremo spazio ad alcuni contenuti scelti nel mare magnum con rimando diretto ai rispettivi blog. Non è un sistema “wiki” o 2.0 ma un sistema verticistico in quanto decidiamo noi cosa mettere, al massimo ce lo potete segnalare. L’aspetto interessante è che millevigne va ad un target quasi tutto di produttori e viticoltori, quindi proviamo a creare una blog connection con loro.

  • maurizio gily

    dimenticavo: con la nuova NL ci sarà  anche un blog di Millevigne_Gily

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